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Ambienti

b_0_220_16777215_00___images_2012.012.jpgb_0_220_16777215_00___images_DSCF0502.jpgb_0_220_16777215_00___images_DSC_0071.jpgGli ambienti tipici della Contrada sono:
1.1 La Cucinaccia
1.2 La Stanza
1.3 La cantina
1.4 La Stalla
1.5 Il forno
1.6 La Tinaia
1.7 La masun
1.8 Il spazza ca'
1.9 Le lobbie

 

 

 

 

b_0_220_16777215_00___images_2012.011.jpg1.1 Breve storia della Contrada

Databile a partire dal '600; per secoli molto abitata e frequentata, dal secondo dopoguerra, si è avuto un progressivo spopolamento della contrada; causa prima il cambiamento radicale dello stile di vita. L'espansione verso il fondovalle e verso terreni un tempo utilizzati per l'agricoltura hanno enfatizzato il problema svuotando completamente le contrade della sua gente e lasciando un vuoto silenzio sui muri e sui tetti in progressivo disfacimento.
Le tipologie dell'edilizia contadina sono da ricondurre essenzialmente alla "masun". Così vengono chiamati gli edifici contadini di un tempo. Edifici in cui si mescolavano funzioni abitative e funzioni agricole. Parte di questi edifici erano destinati al ricovero degli animali, all'accumulo del fieno e dello strame, all'accatastamento della legna da ardere, alla sistemazione delle provviste e pochi ambienti alla vera e propria vita familiare. Generalmente un nucleo familiare disponeva di una cucinaccia e di una o al massimo due camere da letto. Le camere da letto erano prive di riscaldamento e l'unica fonte di calore veniva dal focolare della cucina o dal calore degli animali presenti nelle stalle. Per tale motivo spesso, nelle sere invernali, molte persone si ritrovavano nelle stalle per chiacchierare e per passare il tempo. Le stalle erano generalmente al piano terra per permettere un'agevole evacuazione delle deiezioni degli animali; i fienili, dotati di ampi portoni erano al piano superiore, divisi a varie altezze da soppalchi in legno per la conservazione di vari prodotti agricoli.
Per piu' di quarant'anni le contrade sono state lasciate al loro inesorabile destino, ma ora, dopo molto tempo, possiamo capire come questo tempo non sia andato perso.
Gli edifici sono rimasti invariati, come se il tempo si fosse fermato.

2012.02.jpg1.2 Piccolo mondo antico
Una volta entrati nella contrada, lasciandosi il tempo di sognare, si puo' immaginare come si svolgeva la vita contadina. Al centro vari mucchi di letame; un mucchio per ogni singola famiglia, frutto del bestiame che ognuno era in grado di possedere. Forte era l'odore della campagna e molti gli sciami di mosche nel cortile, soprattutto nella calda stagione. Dalle finestre delle varie cucinacce era possibile scorgere un sottile fumo proveniente dal focolare, non sempre dotato di camino, e udire il vociare dei loro abitanti. Bambini chiassosi su e giu' per le scalette in legno o seduti silenziosi in un angolo con una tazza di polenta e latte tra le gambe, soddisfatti di quel poco che i genitori erano in grado di dargli. Ci si chiamava da una finestra all'altra e nelle stalle si dava ospitalità ai viandanti. Ci si deve immaginare la ruvidità dei vestiti e la povertà della gente per capire il vero significato dei muri che circondano questa corte. Sono muri, volte e tetti realizzati e mantenuti nella piu' misera economia da uomini qualunque, di cui non sappiamo nemmeno il nome. Ma uomini che giorno dopo giorno con le loro mani hanno strappato e modellato la terra che ci circonda. Hanno creato la nostra storia e noi non possiamo essere indifferenti.

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